Il mistero del parlamentare “esotico” evocato da Giorgia Meloni durante le sue ultime comunicazioni a Camera e Senato ha finalmente un nome e un cognome. La premier, pungolata dalle critiche dell’opposizione sui suoi viaggi nel Golfo finalizzati a gestire la crisi energetica, aveva replicato con sarcasmo stigmatizzando
chi lanciava accuse dai social mentre si trovava in vacanza in località lontane. Ebbene, il bersaglio della presidente del Consiglio sarebbe proprio Francesco Boccia. A confermare l’indiscrezione è una fotografia che ritrae il presidente dei senatori del Pd a Marrakech in compagnia di Michelle Hunziker e altri conoscenti, uno scatto che avrebbe spinto la Meloni a inserire quel velenoso passaggio nel suo discorso ufficiale in Parlamento per replicare a chi definiva la sua missione una semplice “passerella”.
La replica di Boccia e le tensioni interne al Nazareno
Interpellato sulla questione, il braccio destro di Elly Schlein a Palazzo Madama non ha mostrato segni di imbarazzo, decidendo anzi di contrattaccare con una punta di ironia. “Esotico mi sembra fuori luogo e comunque non penso di dover giustificare 3 giorni di Pasqua a Marrakech”, ha dichiarato Boccia, sottolineando come il nervosismo della premier fosse evidente. Il senatore dem ha poi rilanciato sul piano politico: “Ma se proprio vuole rafforzare il piano Mattei ci mandi uno dei suoi ministri ora perché lì c’è ancora Gitex e così scopriranno che ponti tecnologici ci sono tra Africa, Medioriente e Asia. Ma si vede che era nervosa… non scendiamo su quel livello”. Per Boccia, l’attacco della premier sarebbe solo un modo per distogliere l’attenzione da una gestione dei dossier internazionali che l’opposizione continua a giudicare come un improvvisato “tour” aziendale.

Tuttavia, le preoccupazioni per Boccia non arrivano solo da Palazzo Chigi. Il Partito Democratico sta infatti attraversando una fase di fibrillazione interna non indifferente, con retroscena che parlano di una clamorosa lite tra senatori dem culminata quasi in uno scontro fisico. Davanti a queste voci di corridoio, il capogruppo ha cercato di gettare acqua sul fuoco richiamando tutti all’ordine: “L’unità è un valore fondamentale, sempre. Chi la mina sbaglia. Per questo bisogna lavorare ogni giorno per rafforzarla, nel rispetto reciproco e nella responsabilità politica. Perché solo così si costruisce un’alternativa credibile”. Resta da vedere se, tra un viaggio in Marocco e una polemica sul piano Mattei, il senatore riuscirà a ricompattare le fila di un gruppo parlamentare apparso decisamente nervoso.
