Garlasco, perché si riparla dell’ex pm Laura Barbaini

Il nome di Laura Barbaini entra nei nuovi atti dell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, in un passaggio che aggiunge tensione a una vicenda giudiziaria già segnata da anni di scontri, riaperture e letture contrapposte. L’ex sostituto procuratore generale viene citata nell’informativa dei carabinieri di Milano depositata nell’ambito dell’indagine della Procura di Pavia, che oggi indica Andrea Sempio come indagato per l’omicidio.

Il punto più delicato riguarda ciò che sarebbe accaduto dopo la riapertura dell’inchiesta, nel maggio 2025. Secondo quanto riportato dagli investigatori, la famiglia Poggi avrebbe espresso “la preoccupazione di trovare un modo per bloccare l’indagine”. Una frase che, nell’impianto dell’informativa, viene letta come il segnale di una forte opposizione alla nuova attività investigativa condotta dalla Procura pavese.

A indicare la strada da seguire, secondo la ricostruzione dei carabinieri, sarebbe stata proprio Laura Barbaini, ormai in pensione. Nell’atto viene sostenuto che l’ex magistrata avrebbe suggerito ai legali della famiglia Poggi di coinvolgere formalmente la Procura Generale di Milano. Da qui il passaggio che sintetizza il retroscena: “Fu il Pg Barbaini a proporre di bloccare Pavia”.Per gli investigatori, quel coinvolgimento avrebbe potuto rappresentare il tentativo di attivare una forma di controllo sull’operato della Procura di Pavia. Nell’informativa si parla, in particolare, di un possibile “potere censorio” rispetto alle iniziative investigative avviate sul caso.

La figura di Barbaini, però, non compare per la prima volta nella storia processuale del delitto di Garlasco. L’ex sostituto procuratore generale aveva sostenuto l’accusa nel processo d’appello bis che portò alla condanna definitiva di Alberto Stasi. Un ruolo rilevante, dunque, in una delle fasi decisive del procedimento nato dopo l’omicidio di Chiara Poggi.

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Gli atti richiamano anche un altro passaggio risalente al 2016. In quell’anno Barbaini si occupò delle prime istanze presentate dalla difesa di Stasi per ottenere la revisione del processo. La magistrata trasmise la documentazione sia alla Corte d’Appello di Brescia sia alla Procura di Pavia, aprendo una fase di valutazioni che avrebbe poi riguardato anche la posizione di Andrea Sempio.

Nella stessa informativa viene citata una nota firmata da Barbaini e indirizzata al procuratore aggiunto Mario Venditti. Il documento riguardava le valutazioni sull’eventuale apertura di un’indagine nei confronti di Sempio, fascicolo che all’epoca venne poi archiviato.

Un ulteriore elemento riportato dai carabinieri riguarda una conversazione del maggio scorso. Da quel dialogo emergerebbe, secondo gli investigatori, una posizione di “totale opposizione” da parte della famiglia Poggi rispetto alla nuova inchiesta della Procura di Pavia. I toni utilizzati nei confronti degli investigatori vengono descritti come particolarmente duri.

Il nuovo capitolo si inserisce in un caso che, a quasi vent’anni dall’uccisione di Chiara Poggi, continua a produrre fratture profonde. Da una parte ci sono le nuove mosse investigative su Andrea Sempio, dall’altra il peso della condanna definitiva di Alberto Stasi e delle precedenti decisioni giudiziarie. In mezzo, ora, anche il ruolo attribuito a Laura Barbaini dagli atti dei carabinieri di Milano.

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