L’Eurovision Song Contest 2026 continua a dividere come poche altre manifestazioni al mondo. C’è chi lo considera un tempio della musica internazionale e chi, invece, lo racconta come una gigantesca vetrina sopra le righe, una sorta di spettacolo dove tra luci accecanti, scenografie estreme e outfit improbabili si perde perfino il senso della gara.
Eppure, proprio in questo caos creativo, ogni anno emergono momenti capaci di catturare davvero l’attenzione del pubblico europeo.
Quest’anno, tra polemiche e boicottaggi legati anche alla partecipazione di Israele, l’atmosfera si è fatta ancora più incandescente.
Ma al di là delle tensioni, la domanda che tutti si sono posti era una sola: dopo prove giudicate da molti poco convincenti, come se la sarebbe cavata Sal Da Vinci sul palco di Vienna?

Eurovision, ovazione per Sal Da Vinci
La risposta, almeno a caldo, sembra sorprendere anche i più scettici. Durante la prima semifinale andata in onda il 12 maggio su Rai 2, l’artista italiano ha portato “Per sempre sì” davanti a un pubblico internazionale che, contro ogni previsione, si è lasciato coinvolgere. L’emozione era palpabile, evidente fin dalle prime note, e proprio questa fragilità ha finito per trasformarsi in un punto di forza.

A sottolinearlo è stata anche Elettra Lamborghini, che ha commentato la performance in diretta insieme a Gabriele Corsi con parole che non lasciano spazio a dubbi: “lo stadio ha tremato, voce pulita, esibizione pazzesca, siamo davvero in buone mani”. Un entusiasmo che fotografa bene la reazione immediata dell’arena, tra applausi, cori e un coinvolgimento generale tutt’altro che scontato.

Eppure, non tutti sono pronti a sposare questa lettura senza riserve. Se da un lato il pubblico ha premiato l’energia e la presenza scenica, dall’altro resta qualche perplessità sulla tenuta vocale. Dopo settimane intense di promozione e performance, la voce di Sal Da Vinci è apparsa a tratti affaticata, meno brillante rispetto alle aspettative. Un dettaglio che, in una competizione così spietata, potrebbe fare la differenza nel momento decisivo.
A offrire una chiave di lettura più tecnica è il vocal coach Giancarlo Genise, che ha analizzato la performance con uno sguardo da esperto: “A me è sembrata un’esibizione molto vera. Sal Da Vinci è salito sul palco con un’emozione evidente, ma non l’ho percepita come debolezza. Anzi. In un Eurovision dove spesso vediamo performance perfette ma fredde, lui ha portato autenticità, presenza e una forte identità italiana. Vocalmente l’ho trovato credibile e centrato, senza voler strafare. E secondo me proprio questa umanità potrebbe arrivare al pubblico europeo”.
Ma il percorso verso la vittoria resta tutt’altro che semplice. Tra i favoriti spicca la Finlandia, considerata da molti la vera candidata al trionfo finale. Anche su questo punto Genise è chiaro: “Sì, la Finlandia è assolutamente una delle candidate più forti. Ha una proposta molto contemporanea, una regia televisiva fortissima e una performance pensata perfettamente per l’Eurovision moderno. È uno di quei brani che funziona subito, anche al primo ascolto. Però, attenzione: essere favoriti, non significa automaticamente vincere. A volte all’Eurovision premia anche l’emozione e la connessione con il pubblico, non solo la perfezione tecnica”.
E allora il dubbio resta sospeso: può davvero Sal Da Vinci trasformare questa ondata di entusiasmo in una vittoria? Secondo i bookmakers, che dopo l’esibizione hanno aggiornato le quote, le sue chance stanno aumentando. Sui social, intanto, si moltiplicano i commenti increduli. C’è chi scrive che “non è possibile che vinca davvero”, chi parla di “miracolo italiano” e chi, più scettico, invita a restare con i piedi per terra. Per molti, l’idea che possa conquistare l’Eurovision sembra ancora lontana, quasi irreale. E forse è proprio questo il punto: tra entusiasmo e scetticismo, la sua corsa resta una delle storie più imprevedibili di questa edizione.
